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Ottimi come rilassante sottofondo, intrippanti ad un ascolto più approfondito. Si, ho usato “intrippanti” in una recensione, ma non posso farci assolutamente nulla, è la verità: questi cinque ragazzi vicentini la sanno lunga e quasi un anno fa (maggio 2013) è uscito il loro primo disco omonimo, Mandela, autoprodotto con la collaborazione di Stefano Perissinotto.
Non sono un cultore del genere, ma credo di saper riconoscere della buona musica e questo è un album con i controcoglioni. Si, ho usato un’altra parola molto poco professionale, ma sto scrivendo questa recensione con il disco di sottofondo, per questo mi sento tanto ispirato.
Le sonorità spaziano dal Jazz elettrico di Miles Davis e Weather Report e approdano a lidi funk e fusion, senza tuttavia perdere di vista l’obiettivo principale della band, che è quello di creare un sound assolutamente originale e schietto, che diventi il loro biglietto da visita.
Che dire, i presupposti ci sono tutti e anche se il genere che suonano non è tra i più commerciali credo che negli ambienti adeguati sentiremo parlare di loro.
Se posso darvi un consiglio andate ad ascoltarvi sul loro sito l’intero disco, ne vale la pena.
 

 
Gianluca Zanella