VALERIO GIANNONI racconta CIECHI FANTASIOSI

In questo secondo album, i testi dei brani raccontano uno sguardo curioso sulla vita e su un senso profondo e mimetizzato nella musica, ma anche una mano che ne stringe un’altra in segno di sostegno e presenza.
La scuola cantautorale romana si affaccia a tratti, stimolando la riflessione in un ascolto ironico e leggero.

Il cantautore romano racconta il suo nuovo album.

Giro di vita – L’amore, inteso non come circostanza, ma come “il muto senso” che muove ogni cosa, è protagonista dichiarato o nascosto tra i versi e la musica leggera e trascinante.
Crocevia – Quando ci si trova ad un incrocio si tende ad affannarsi sulla strada da intraprendere, mentre, spesso, è bene darsi del tempo, guardarsi attorno e aspettare che sia il momento giusto per ripartire.
Il tempo sulla Luna – Quattro chiacchiere davanti ad un caffè, a parlare di tempo e di paure, per il tempo necessario ad affrontarle.
Paese in cinque quarti – La vita di paese è tranquilla, ma non sempre facile. Il paese è piccolo, la gente mormora e le farmacie sono sempre troppo affollate.
Quella mano impertinente – Anche nelle relazioni più solide capita di inciampare. Colpe e accuse non sono una soluzione. La soluzione è liberare il cuore e lasciare che i pensieri si tocchino, come due mani.
Senso netto – Ci si scorda, presi dalla quotidianità, che c’è un senso che si aggira intorno alle cose, a prescindere dalle cose stesse e dal nostro modo di percepirle o di amarle.
A gambe incrociate – L’amicizia significa anche parlare, sorseggiare un amaro, proporre nuove prospettive ed accettare la volontà di mantenere quelle di sempre.

“Ciechi fantasiosi” è su Spotify.

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