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Su MIE, l’intervista alla band veronese della Stanza del Rumore

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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Il 31 Gennaio, la band veronese La stanza del rumore ha pubblicato il suo primo album.
L’album, omonimo, rappresenta un nuovo capito della giovanissima band che con il nome di Days Before July ha pubblicato l’album “L’ultimo giorno” nel 2012 e che hanno presentato in giro per l’Italia.

La band è composta da Pierpaolo Pattaro (voce, chitarra ritmica), Martino Posenato (chitarra e seconda voce), Lorenzo Girardi (basso e cori) e Nicola Zonato (batteria).

L’album è stato anticipato dal singolo accompagnato dal videoclip intitolato “L’idea che ho di me”

 

L’idea che ho di me – Videoclip

 

 

L’intervista alla band.

Benvenuti su MIE. Giovanissimi ma con tanti chilometri e canzoni alle spalle. Un nuovo capitolo del vostro quartetto. Chi sono La stanza del rumore?

Grazie per lo spazio! Siamo Pierpaolo, Martino, Lorenzo e Nicola e veniamo dalla provincia di Verona, anche se negli ultimi due anni siamo stati un po’ dispersi fuori regione.

 

“L’idea che ho di me” ha rappresentato il vostro nuovo capitolo artistico. Il vostro album omonimo rappresenta un passo avanti nella maturazione e nella consapevolezza rispetto a Days Before July?

Days Before July è quello che siamo stati dal 2008 a qualche anno fa.

Nel 2012 abbiamo autoprodotto un album, dal titolo “L’ultimo giorno”, che ci ha portato a suonare molto e a ricevere consensi inaspettati tra contest e locali della nostra zona. Dopo qualche anno dall’uscita del disco abbiamo deciso di prenderci una pausa dal progetto per riordinare un po’ le cose e fare nuove esperienze singolarmente. 

Durante questo momento di stasi ho continuato a scrivere testi e ad abbozzare alcune nuove idee che poi ho usato per coinvolgere nuovamente i ragazzi nella band. 

Nel 2019, decidiamo di cambiare nome e di registrare i nuovi brani che ci hanno dato la carica e la giusta motivazione per tornare sul palco. 

Per rispondere direttamente alla domanda, si, oggi abbiamo un’altra consapevolezza e un altro approccio alla musica, più istintivo e diretto ma anche più attento e questo speriamo si rifletta nelle nuove canzoni.

 

Quali sono i brani di questo album che vi rappresentano di più?

Il nuovo album è nato con “Il gigante”, a cui siamo molto affezionati. “L’idea che ho di me” che  abbiamo scelto come singolo perché probabilmente più rappresentativa dell’album. 

Ci carica un sacco “Ruvida” e “Il primo giorno” è quella che vorremmo cantare a squarciagola con chi ci segue dal vivo. 

Ogni brano di questo album ha una valenza particolare per noi perché si adatta alle nostre sfaccettature caratteriali, non sempre lineari devo dire.

 

L’album su Spotify

 

 

Ci sono influenze di “Big” passati e presenti della musica che hanno influenzato il vostro sound?

Sicuramente tra le influenze e tra gli ascolti che hanno portato a questo album ci sono i Biffy Clyro e i FASK su tutti; Poi Vennart, iosonouncane, Daniele Celona e molto altro.

 

De “L’idea che ho di me” dichiarate: “”A volte è quasi come fossimo dei puzzle in continua costruzione e ci accorgiamo come alcuni pezzi combacino a fatica.”
Questo brano rappresenta un pezzo della vostra vita?

“L’idea che ho di me” è un brano che parla di responsabilità, di consapevolezza delle proprie scelte. Tutti facciamo dei progetti che spesso, vuoi per il caso o perché siamo mal disposti, crollano o non vanno come ci si aspettava, lasciandoci spiazzati. 

Forse è solo un rincorrere l’idea che abbiamo di noi, senza necessariamente doverla raggiungere.

 


MIE Vol.14 – La playlist di febbraio firmata Musica Italiana Emergente

 

 

 

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