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Il loro nome omaggia Stanley Kubrick ed il suo “Shining”, il loro stile è un rapcore aspro, talvolta psichedelico. Loro sono i Redrum Experience e il loro ultimo album, uscito il 23/9 scorso, si intitola “Jailbreak”.
Per prima cosa voglio presentarvi la band : i Redrum Experience sono composti da Alessandro Pinna (voce), Davide Onida (chitarra), Giancarlo Coghe (basso), Nicola Guiso (batteria) e la loro casa base è Cagliari. Il loro album “Jailbreak” nasce sempre a Cagliari, precisamente ad Orosei dove sono stati pensati gli 8 pezzi che lo compongono.
Il loro stile è un rapcore che, spesso e volentieri, strizza l’occhio al funky. Tutti i pezzi sono stati ideati come “grida portatrici di verità attuali”. I toni sono sempre, passatemi la parola, “incazzati” e rabbiosi (“Sveglia principessa, fine della favola!” urla Pinna nel brano “(Russian) Roulette”) e questa veemenza delle affermazioni, questo flusso violento di parole ricorda molto le rime del rapper loro conterraneo Salmo (chissà che ciò non sia un omaggio voluto).
Dal punto di vista delle sonorità utilizzate poi, il ragionamento non cambia: Batteria, chitarra e basso non vengono suonati, ma mal menati, quasi “violentati” da Guiso, Onida e Coghe.
Arriviamo infine all’unica nota dolente che poi è anche l’unico punto debole dell’album. Sto parlando della canzone “Dr.Jekyll & Mr.Hyde”, il brano dal sapore forse più “internazionale”, ma che a mio parere è anche quello che stride nel contesto di “Jailbreak”.
In definitiva ci troviamo comunque di fronte ad un album che si può definire riuscito e che ci propone un percorso tematico abbastanza lineare, schietto e facile da seguire.

Alessio Boccali