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Recensione: Seta – Venere tascabile

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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Nuovo album per i Seta, band veronese che torna con il terzo lavoro discografico intitolato “Venere tascabile”.

Un album dalle forti tematiche, forte anche di collaborazioni che danno vita ad un solido passo avanti della band che oltre alla produzione artistica di Megahertz (storico collaboratore di Morgan) ha voluto celebrare personaggi della musica italiana come Omar Pedrini che, con chitarra e voce, ha partecipato al riarrangiamento di “Piove” dei Timoria.

 

 

Dare un senso, il videoclip ufficiale.

 

 

Nove canzoni, nove storie in cui la band ci accompagna raccontando l’omosessualità come in “Lui è lei (chi sei?)”, la dipendenza (“Non posso stare senza”) e l’eutanasia con una canzone in cui raccontano la vicenda di DJ Fabo in “Sotto il peso dei pensieri”.

Un album molto particolare che vale la pena di ascoltare perché Luca Tosato (voce), Rudy Ferrarese (basso), Alberto Rossetti (tastiere/synth), Lorenzo Meuti (chitarra), Matteo Ortolani (batteria) riescono a dare un senso concreto alla musica e al suo ruolo sociale che non può essere di puro intrattenimento, ma di sperimentazione (il coraggio di osare), la voglia di mettersi in gioco e di raccontare delle vite degli altri che, in moltissimi casi, sono anche le nostre vite.

 

“Venere tascabile” su Spotify

 

La band, con un sound elettro-rock purissimo. è riuscita nell’intento di fare un passo artistico in avanti verso la piena maturazione che, con “Venere tascabile” è tangibile.

I veronesi Seta sono riusciti a fare un gran lavoro di squadra e a dare senso alla musica e alle canzoni emergendo con un album capace di destare interesse e nel metterci davanti ad argomenti di cui si parla, in molti casi, solo per apparire.

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