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Recensione del futuro che non avremo.

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di Salvatore Imperio

Come qualcuno di voi sa, il sabato era la giornata della recensione di un album di qualche artista indipendente riconoscendo sempre il sacrificio, le gioie e i dolori nel dare alla luce un’opera musicale.

Oggi ho deciso di non pubblicare nessuna recensione ma di raccontarvi del futuro che non avremo.

Con lo stato delle cose e la mancanza di riconoscimento dei lavoratori del settore in una battaglia iniziata tre anni e  mezzo fa, era chiaro che se fosse capitato qualcosa di inimmaginabile, la musica avrebbe chiuso i battenti senza essere presi in considerazione da chi sta a Roma perché eravamo già sul filo del rasoio da anni.

Molti artisti di cui vi ho parlato, insieme ai ragazzi che mi aiutano a tirare la carretta di “MIE”, sanno come la penso e che sono sempre fianco a fianco con l’artista indipendente nel fare tutto quello che è possibile per valorizzare il patrimonio culturale e artistico contemporaneo.

Qualche giorno fa, sulla pagina Facebook di MIE, ho pubblicato che avremmo resistito finché avremmo avuto ossigeno e adesso dobbiamo fare i conti con una triste realtà: l’ossigeno finisce il 31 Maggio 2020.

Sarebbe facile fare crowfounding e chiedere aiuto economico a tutti, ma sinceramente un po’ per orgoglio e un po’ perché ritengo inopportuno chiedere aiuto a chi sta nelle nostre stesse condizioni, ho deciso di lasciar morire un progetto, MIE, nato 10 anni fa quando l’unico destino che avevo era essere emigrato con un contratto precario nelle fabbriche.

L’arrivo di MIE è stato come spezzare le catene di una monotonia atroce che mi ha portato a studiare, tanto, e lavorare con tanti artisti a cui sarò sempre grato.

Ho fatto di tutto per fare le cose per bene soprattutto agli occhi dei moralisti dell’ultima ora e ai tempi della Pandemia non mi è stato riconosciuto neanche un sostegno per tirare a campare.
A questo punto non so cosa altro dirvi se non di resistere almeno voi che forse avete capito che non serve battersi per gli altri e nel far finta di nulla, senza pensare che la musica “fisica”, quella dei concerti e soprattutto dei concerti dei signori “chicazzè” riprenderanno non prima del prossimo anno sperando che i signorotti che ci comandano trovino una soluzione.

Non mi resta che augurarvi buona fortuna.

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