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Recensione: Nonnon – L’inganno di un mondo ideale

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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

L’inganno di un mondo ideale è l’album della band bresciana dei Nonnon pubblicato nel 2019 per Reincanto Dischi.

Una raccolta di dodici canzoni (compreso l’introduzione di “Preludio dell’inganno”) che è frutto di un’esperienza di vita vissuta e di prove su prove. 
Infatti, la band ha pubblicato questo album a ben diciassette anni dal loro primo incontro in cui fondarono una band conosciuta con il nome di Nemesi.

Un’esperienza che li ha portati ad una consapevolezza artistica e ad una maturazione umana che hanno datto come frutto “L’inganno di un mondo ideale”, che non definisco un album contenente una semplice raccolta di canzoni sparse ma che segue un filo logico umano, fatto di sensazioni, ambizioni, soddisfazioni, delusioni.

L’inganno di un mondo ideale su Youtube.

Un sound che nei brani riesce a dare i migliori input agli ascoltatori per tornare ad una immaginazione che, in questo caso, definisce ambienti e luoghi immaginari ed in cui la voce rassicurante di Domenico Peluchetti ci accompagna attraverso un viaggio fatto di racconti.

Alec Gardini, Dario Gubbiotti, Domenico Peluchetti, Luigi Viani, Roberto Pittet, Paolo Ghirardelli: sei ragazzi con la consapevolezza e il rispetto per la musica riescono raccontarci storie che in un crescendo musicale emozionano e danno una via di fuga verso l’inganno della realtà reale.

I Nonnon hanno ospitato, in questo nuovo lavoro Mario Ciardulli (voce narrante in “Preludio dell’inganno”), Matteo Fiorin (banjo in “Fine condanna” e Francesco Viani ( basso in “Questo bel viaggio”).

 

L’album su Spotify

 

Ho parlato di rispetto per la musica ed è cosa rara in chi, nel nostro Paese, ha il desiderio e l’ambizione di fare l’artista. Bene, i Nonnon hanno dimostrato un grande rispetto per la musica attraverso l’esecuzione di ogni canzone presente nell’album e a dar conferma di questo c’è anche la produzione dell’album in copia fisica che è una piccola perla in un mare d’arte contemporanea superficiale.

Infatti, con “L’inganno di un mondo ideale” ci si ritrova ad una abitudine, forse dimenticata, del godersi l’album non solo ascoltando le canzoni, ma immergendosi nella bellissima copertina prodotta di Vianilab e in un booklet che coinvolge tra testi ed immagini molto significative che lasciano libero spazio all’interpretazione e ad una libertà di pensiero che grazie ai Nonnon riusciamo a risvegliare.

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