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Olden pubblica la sua nuova opera intitolata “Prima che sia tardi”. L’intervista su MIE.

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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Un artista che rappresenta la vera essenza del cantautorato è sicuramente Olden, nome d’arte di Davide Sellari.

Venerdì 21 Febbraio, Olden ha pubblicato in collaborazione con Vrec Music Label e con la produzione artistica di Flavio Ferri (Delta V) il quinto album intitolato “Prima che sia tardi”.

Un album molto interessante per un artista che è riuscito, negli anni ha costruirsi mattoncino dopo mattoncino, l’attenzione di critica e pubblico.

Aquilone è il singolo che, accompagnato dal videoclip, ha anticipato l’uscita dell’album.

Quando si parla di canzone intesa come opera intendo questo.

Aquilone di Olden è sicuramente un’opera d’arte e non una semplice canzonetta. Anzi è una canzone necessaria, contenuta in un album che, visti i tempi, diventa un strumento sociale, una fonte importante per guardarci dentro e capire che fine vogliamo fare”.

Aquilone, il videoclip ufficiale

 

 

L’intervista a Olden.

A quasi un anno esatto dall’intervista su MIE, rieccoci qui per raccontare un nuovo capitolo della tua interessante attività di cantautore. Bentornato su MIE, Davide. Un album, “Prima che sia tardi”, che non è nato per caso. I temi trattati sono molto importanti visto il periodo storico che viviamo. Voglio chiederti della protagonista, Zahira. Ci racconteresti un po’ di lei?

Effettivamente é cosí, non é assolutamente un album nato per caso; é probabilmente il lavoro più’ “pensato” della mia traiettoria artistica, quello piú sofferto e dunque anche quello al quale forse tengo di piú.

Zahira é la protagonista della storia che racconto attraverso le dieci canzoni che lo compongono, é una ragazza figlia di stranieri, in un contesto che qualcuno definirebbe “distopico” ma che potrebbe essere tranquillamente (purtroppo) contemporaneo.

È la rappresentazione degli esclusi, di quella parte della societá che oggi viene spesso identificata come il “male”, come il “problema da risolvere”, quando in realtá sappiamo che si tratta solo di un’arma dialettica, di una leva meschina che serve a fomentare il discorso populista e nazionalista di certi politici della nostra epoca. In italia abbiamo vari esempi eclatanti, non ultimo il nostro precedente Ministro degli Interni, e tutta quella corte di “patrioti improvvisati” che fino a pochi anni fa avrebbero spaccato l’Italia in due e che si soffiavano il naso (per non dire di peggio) con la nostra bandiera.

E soprattutto Zahira é una donna, coraggiosa, “splendente” (questo significa il suo nome, in ebraico) ; mi piaceva l’idea che la vera protagonista della storia potesse essere una ragazza e che fosse lei ad esprimere il vero sentimento della “resistenza” e della “lotta per la libertá”.

 

Quando ho ascoltato l’album ho pensato immediatamente ad un libro che trovai per caso in biblioteca in cui venivano raccolte le canzoni contro la guerra. Il male che racconti in questo album è la dittatura di un Paese inventato. Diciamo che quel “inventato” è stato messo per addolcire una pillola amara e reale. Quale dittatura, secondo te, vivono i cittadini di qualsiasi Paese?

Sí, come dicevo poco fa, questa storia é inventata ma potrebbe benissimo essere un racconto reale e contemporaneo.

In realtà l’ho fatto non per “addolcire” ma anzi proprio per dare ancora più importanza ai fatti che racconto, potendo scegliere liberamente come si svolge la storia, sottolineando i dettagli per me più’ importanti e che secondo il mio punto di vista potevano dare piú forza alla narrazione, come la privazione della libertá attraverso i “Quartieri di Lavoro” e la fuga per riconquistare la libertá verso una nuova terra, solcando un “mare tranquillo”.

La democrazia è da sempre un sistema imperfetto, ma del resto non ci sono alternative migliori; l’unica nostra difesa alla “dittatura” è la conoscenza, la capacitá di valutare e di scegliere liberamente, abbandonando i facili conformismi e soprattutto senza ingoiare la propaganda come fosse un mangime per polli.

 

“Prima che sia tardi” rappresenta anche una nuova collaborazione con Flavio Ferri che ha curato la produzione artistica. Quanto è stato importante Flavio Ferri e tutti quelli che hanno collaborato alla reazione di questo album, nel rendere il più narrativo possibile questo tuo nuovo concept album?

Flavio rappresenta per me l’incontro artistico piú importante di questi ultimi anni, senza alcun dubbio; il suo punto di vista e la sua esperienza sono qualcosa di realmente prezioso che ogni giorno mi aiuta a capire meglio cosa scrivere e cantare e pure come farlo.

Gli arrangiamenti dei miei ultimi due album, il precedente “A60” e l’ultimo “Prima che sia tardi”, sono il risultato di una serie di esperimenti e di mesi di lavoro insieme, dove le intuizioni musicali di Flavio e il mio modo di “pensare canzoni” si sono incontrate, dando vita ad un linguaggio nuovo per me, un modo nuovo di fare musica.

Flavio é stato davvero fondamentale, anche perché é stato una sorta di primo filtro delle canzoni durante la fase della scrittura vera e propria, una sorta di “giudice buono ma severo” che mi ha aiutato a capire con maggiore luciditá quali fossero i pezzi da portare avanti e quelli che invece (almeno per questo disco) andavano cestinati.

Ringrazio anche di cuore tutte le persone che hanno creduto e che credono a questo progetto, Ulrich Sandner e le sue fedeli chitarre, l’amico Francesco Miceli che é intervenuto con la sua batteria in alcuni brani del disco, e poi David Bonato che con la sua etichetta Vrec ha scommesso fortemente su questo lavoro, Marco Olivotto, mago della comunicazione e suo malgrado (eheh 😊) ora anche mio manager, Cristiano Baricelli per i meravigliosi disegni (in copertina e nel booklet) e tutti quelli che ogni giorno mi seguono e mi appoggiano.



Aquilone su MIE Vol.15.

 

La rappresentazione dell’oca nera. Senza svelare troppo ai nostri lettori, vuoi spiegarci un po’ il significato dell’oca nera e cosa rappresenta?

Beh, l’Oca Nera é la rappresentazione o forse dovrei dire la “caricatura” del potere, di quel potere conservatore e populista del quale parlo nella mia storia; é un animale nero che incute timore con i suoi occhi rossi e i suoi denti aguzzi, ma che allo stesso tempo é una creatura goffa e un po’ ridicola, tronfia e un po’ ottusa.

È una sorta di Trump con il becco, per capirci.

 

Questo è il tuo quinto album. Cosa troveranno gli ascoltatori in “Prima che sia tardi” rispetto ai tuoi capitoli discografici precedenti?

Credo che troveranno un po’ tutti gli elementi dei miei dischi precedenti, ma forse percepiranno un’intenzione piú riflessiva, avranno bisogno di un po’ di tempo e di qualche ascolto (mi raccomando per intero😊) del disco; non é cosí immediato, di certo non facilissimo, sicuramente non somiglia molto a quello che sentiamo oggi per radio.

 

Penso che non sarò solo io a chiederti della collaborazione con uno dei grandi della musica come Umberto Maria Giardini. Come è nata questa collaborazione e a cosa avete collaborato oltre all’esecuzione del brano?

Ho conosciuto Umberto circa un anno fa, poco dopo la realizzazione del precedente A60; un giorno, chiacchierando in un bar con Flavio ed altre persone che conoscono me e pure Umberto, ci é balenata l’idea di proporre questa featuring per il secondo singolo del disco, che sarebbe stato, appunto, “Fiume Amaro”.

Come tutte le cose piú belle l’idea é nata quasi per scherzo, poi la reazione di Umberto é stata cosí entusiasta che tutto é scivolato alla grande, con grande soddisfazione per entrambi; ascolto ed amo profondamente la sua musica dai tempi di “Moltheni”, è stato davvero un grandissimo onore e piacere poter collaborare con lui, magari piú avanti potremmo fare di nuovo qualcosa insieme!

Prima che sia tardi, il nuovo album di Olden su Spotify

 

Ci sono già degli appuntamenti in cui presenterai il tuo nuovo album?

Siamo appena tornati dalla prima “tranche” del “Primachesiatour”, giusto in tempo direi, vista la difficile situazione che stiamo vivendo in Italia in questo momento con il problema che tutti sappiamo del Coronavirus e della sua diffusione nel nostro Paese.

Avevamo altre date previste per aprile ma probabilmente, per lo stesso motivo slitteranno.

Ho recentemente presentato il disco da “Mamma rai”, a Radio 1 da John Vignola e Rainews 24 da Fausto Pellegrini (a proposito, tra pochi giorni verrá trasmesso il servizio), e sono stato molto contento di partecipare a Webnotte, il “mitico” programma di Ernesto Assante, dove ho avuto la possibiltá di raccontare il disco e suonarlo pure dal vivo. 😊

Le mie visite alle radio continueranno, non sappiamo ancora come e quando ma “vedrai che cambierá” (cit.)

 

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