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Nuovo singolo per Francesco Aubry: “Tra incanto e l’inferno”. L’intervista su MIE

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Terzo singolo in sei mesi per Francesco Aubry: “Tra incanto e inferno”.

Questa nuova opera rappresenta la sperimentazione tra elettronica e cantautorato dopo anni di militanza in tribute band in cui Francesco ha sempre cercato sonorità in cui le tastiere erano elementi centrali.

 

“Tra incanto e l’inferno”, il videoclip ufficiale

 

 

 

L’intervista a Francesco Aubry.

 

Ciao Francesco e benvenuto su Musica Italiana Emergente. Cercando sul web ho trovato poche tracce della tua formazione e di come hai iniziato a fare musica. Qual è stato il percorso formativo e le tue esperienze precedenti alla pubblicazione dei tuoi tre singoli negli ultimi sei mesi?

Ciao e grazie a voi per l’intervista.

Ho militato tanti anni in formazioni tribute di grandi band come Pink Floyd e Doors. Ho sempre scelto progetti dove le tastiere ricoprivano un ruolo centrale data la mia passione per i synth degli anni 70-80. 

Negli anni ho avuto modo di fare centinaia di concerti nelle più disparate location e situazioni, dai piccoli locali cittadini a grossi festival.

 

“Tra incanto e l’inferno” immagino rappresenti le tue influenze cantautorali e di musica elettronica. Con quali album sei cresciuto e quali hanno influenzato la tua formazione artistica?

La miccia è stata accesa dai Queen, sono poi stato rapito da altri mostri sacri come Beatles, Doors e Pink Floyd per poi innamorarmi del rock prog anni ‘70, tra Moog, Mellotron, Rhodes, e ogni genere di sintetizzatore analogico. 

Tra i cantautori nostrani Battiato e Battisti su tutti. Oscillo costantemente tra due opposti: l’amore per le canzoni d’autore suonate magari al piano si alterna con la passione per il sound sintetico retrò dal prog dei ‘70 alla new wave anni ‘80.

 

Ci sono stati degli elementi scatenanti che hanno ispirato questo nuovo singolo?

Il riff di pianoforte che parte dopo il secondo ritornello ce l’avevo in testa da molti mesi ma non riuscivo a costruirci una canzone intorno, ho lasciato che le cose accadessero spontanee per caso e un giorno mi è venuta di getto l’intera canzone.

 

Nel 2019 hai pubblicato un singolo e un album. Vuoi dare qualche spunto su cosa troveranno i lettori di MIE nell’andare ad ascoltare “Lontano da qui” e “I tramonti su Marte?

“Lontano da qui” è più una raccolta di demo, non mi vergogno a dire che quasi tutto l’album è stato registrato su iPad utilizzando le mie tastiere e qualche software. 

 

È stato un primo esperimento formativo, dopo anni di live avevo voglia di capire se il mio bisogno di creatività potesse avere un seguito, ho iniziato a registrare i pezzi quasi per gioco, poi un’etichetta mi ha contattato e ho pubblicato con loro le canzoni. 

 

“I tramonti su Marte” rappresenta invece una prima svolta verso una maggiore consapevolezza della direzione che volessi prendere, dentro c’è l’essenza del sound che sto cercando: le sequenze analog anni ‘70, i tappeti di synth anni ‘80, un bel Moog e una forma-canzone che attinge al cantautorato Italiano.

 

Torniamo a .“Tra incanto e l’inferno” che è accompagnato da un videoclip. Quanto è importante il videoclip nella rappresentazione in immagini di una canzone?

Tantissimo, oggi più che mai con YouTube e i social che possono veicolare il video in maniera capillare. 

 

Inoltre viviamo in un’epoca schizofrenica dove i ritmi sono diventati frenetici, quasi nessuno ha la pazienza di mettersi ad ascoltare musica comodamente seduto in poltrona con gli occhi chiusi. Il videoclip è a mio avviso una scelta obbligata per tentare di attirare l’attenzione degli utenti “smanettoni” di cellulari e tablet.

 

Quali saranno i progetti che hai in cantiere per il futuro?

Sento di avere molto da esprimere ma allo stesso tempo non voglio bruciare le tappe perchè voglio lavorare a un sound credibile e inedito che mi rappresenti, allo stesso tempo sto affinando il mio modo di scrivere e sento di essere nel mezzo di un percorso di maturazione che ancora non è arrivato al dunque. 

 

Credo che per fine anno o nei primi mesi del 2021 potrei pubblicare un EP che sarà il vero punto zero del mio progetto solista. 

 

Francesco Aubry su Spotify

 

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