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Nuovo singolo estratto dall’album per Ginez e il bulbo della Ventola. L’intervista su MIE.

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la redazione di MIE

Dopo l’exploit del 2018 con il palco di “Su la testa” e del Tenco ascolta, Ginez e il bulbo della ventola hanno pubblicato il secondo capitolo della loro storia intitolato “L’ultima cena”.

 

Due singoli estratti dall’album (“Se vuoi” e “Lampedusa”) e tanti riscontri positivi da parte di pubblico e critica.

 

“Lampedusa”, il videoclip ufficiale. 

 

 

 

 

L’intervista a Ginez e il bulbo della ventola.

 

Bentornati su Musica Italiana Emergente. Seconda avventura della band che nonostante tante difficoltà che il mondo della musica indipendente conosce bene, è riuscito a farsi spazio. Quale aspetto emerge dal vostro modo di fare musica?

Innanzitutto, grazie per averci invitati ancora una volta su MIE. Si potrebbe dire che, in un certo modo, siamo riusciti a creare un piccolo legame col nostro modo di fare musica, una sorta di micro-universo con le nostre storie e chi ci ascolta: una condivisione del nostro mondo, o meglio, del nostro modo di vedere il mondo.

 

“Se vuoi” e “Lampedusa” sono i due singoli che avete scelto dall’album e che avete accompagnato con un videoclip. Quanto della vostra identità artistica traspare in queste due prime canzoni?

Si tratta di due canzoni che parlano di cose assolutamente diverse. Se vuoi è una canzone d’amore, dedicata a una donna, e narra delle particolarità con cui due persone possono incontrarsi e decidere, nonostante le ferite del passato, di provare a rimettersi in gioco. Lampedusa, invece, racconta del tormento e della drammaticità del viaggio intrapreso da chi decide di fuggire da qualcosa di terribile come la guerra, la fame o la miseria, alla ricerca di un luogo dove riporre i propri sogni e il diritto di vivere in pace. Quello che sicuramente accomuna i due brani è la speranza.

 

“…canzoni, bottiglie e altre battaglie” ha fatto scoprire la vostra musica a tanti. Poi è arrivato “L’ultima cena”. Come è stato accolto da chi segue la vostra attività artistica?

Abbiamo l’impressione che, al primo impatto, L’ultima cena abbia un po’ spiazzato chi ci segue. Per prima cosa, appare evidente che il nostro primo album è molto più incentrato su un’aria di festa e bagordi, mentre il secondo è un disco più introspettivo e sussurrato. Forse ci è voluto un po’ più di tempo per comprenderlo, ma i commenti positivi che abbiamo ricevuto ci dimostrano che chi ci segue è attento e non si ferma a un ascolto superficiale.


Ascolta Ginez e il bulbo della ventola su MIE Vol.16

 

La realtà è la protagonista della musica dei Ginez e il bulbo della ventola?

Assolutamente sì… la realtà è il nostro pane quotidiano che amiamo condire con le nostre chimere e le nostre immaginazioni un po’ poetiche. 

 

Appartenente ad una terra, quella ligure, che è la patria del cantautorato italiano. Negli ultimi anni è nata una comunità di artisti. Voi, Geddo, Sergio Pennavaria e tanti altri. Quanto è importante una comunità di artisti per far emergere, indirettamente, un territorio che brulica di un fermento artistico così consolidato negli anni?

Ovviamente la nostra terra influenza costantemente il nostro percorso. Possiamo dire in tutta sincerità e con soddisfazione che, realmente, qui in Liguria esiste un legame, un’amicizia, che permette a tutta questa galassia di musicisti emergenti di confrontarci, sostenerci e aiutarci l’un l’altro. Ci riteniamo assoluti partigiani del reciproco sostegno: più voci fanno un coro…

 

L’album su Spotify

 

 

Tornando al vostro secondo album, quanto è importante la “veste sonora” ai testi che scrivete?

La veste sonora è fondamentale poiché permette a un testo di rispecchiarsi alla perfezione in un certo stato d’animo. Sono il testo e la musica insieme a creare l’atmosfera. Senza una sonorità che accompagni il testo, che funga da dinamo all’immaginazione, una canzone non avrebbe senso.

 

Coronavirus permettendo, a cosa stavate lavorando per il 2020?

A parte il calendario di date dal vivo che, come tutti i colleghi musicisti, abbiamo dovuto dimenticare, stiamo lavorando a un nuovo videoclip. Per fortuna le riprese sono terminate giusto prima dell’inizio del periodo di restrizioni. Purtroppo, non possiamo raccontarvi di più per mantenere la sorpresa.

 

Cosa dobbiamo aspettarci dai Ginez e il bulbo della ventola e da “L’ultima cena”?

Da Ginez e il bulbo della ventola aspettatevi sicuramente una grande festa appena ci sarà la possibilità di uscire dalla “cattività”. Per quanto riguarda “L’ultima cena”, speriamo possa essere per tante persone un piccolo spunto per prendersi del tempo, tempo che in questo periodo ci è stato forzatamente regalato e dedicarlo a un attento ascolto del disco, magari, sorseggiando un buon bicchiere di vino…

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