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Può succedere anche questo in un giorno di pioggia; sei annoiato, non puoi uscire ed hai bisogno di una ventata di novità, allora frughi sul web alla ricerca di qualcosa di nuovo, intanto una web radio fiorentina passa una bella canzone in lingua inglese, ti colpisce da subito, ma non riesci a ricollegarla a nessuna band particolare. “Senza dubbio sarà una band straniera” pensi tra te e te, ma l’annuncio dello speaker ti smentisce prontamente perché “Avete ascoltato “Still” dei fiorentini A World Of Silence” afferma a gran voce quasi orgoglioso.
Ecco è proprio da questa breve storiella che è partito il mio approccio con il rock alternativo degli “A World Of Silence”, di certo una bella scoperta. Vado subito sulla loro pagina bandcamp e mi trovo davanti l’intero album, pronto per essere ascoltato. Il titolo dell’album è proprio “Still” come il singolo sopracitato, risente sicuramente di varie influenze, anche di genere differente, le più evidenti quelle degli “Evanescence”, degli “Skunk Anansie” e dei Morcheeba (ai quali la band fiorentina di cui vi sto parlando ha anche aperto un concerto nel 2014), ma il loro stile risulta, forse proprio per questa commistione, molto molto originale.
Il pluricitato “Still” è sicuramente il pezzo che la fa da padrone per musicalità e immediatezza, così come “Achille”, il brano che chiude l’album sulla falsa riga del brano che dà il titolo all’album, ma in tutti i brani del disco c’è un qualcosa di particolare che riesce a renderli unici. “Something permanent” e “High Score” sono il paradiso delle chitarre e dei chitarristi tante sono le variazioni e i suoni distorti che potrete percepire, in “First human attack” resta prepotente la chitarra, ma è il mix con qualche suono tra l’elettronico e il trip hop a rendere il pezzo molto accattivante, “Non sense” è apparentemente il brano più lontano dallo stile della band, un pop ammiccante che non si vergogna comunque di mostrare qualche vezzo ribelle, infine “Pollen” e “Mare Mendacis” creano delle atmosfere poetiche piacevoli, quasi auliche senza però rinunciare, neanche loro, a quel tocco rock che rende il tutto più riconducibile alla band fiorentina.
In conclusione l’album è senza dubbio coerente con lo stile della band e questo è già tantissimo, gli “A World Of Silence” sono forti, freschi e cazzuti e se mi dicessero di dedicare loro una canzone, opterei senza dubbio per “Rebel Rebel” di D.Bowie, un pezzo che, a mio parere, racchiude tutta l’energia e la voglia di ribellione che questi ragazzi della bella Firenze hanno bisogno di tirar fuori con la loro musica.


Alessio Boccali