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L’invito tutto al femminile di Eleviole?. L’intervista su MIE.

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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Si intitola Dieci Gocce il nuovo singolo di Eleviole?.

Un invito, tutto al femminile a prepararsi, ad essere pronte e ad affrontare ciò che verrà.

Nel videoclip che accompagna il brano, tratto dal primo album di Eleviole?, “Dove non si tocca“, ragazze allo specchio, tra smorfie, sorrisi, vestiti che non entrano o che stanno larghi, scarpe, capelli, parrucche, colori e molte aspettative.

 

Dieci Gocce, il videoclip ufficiale

 

 

L’intervista a “Eleviole?

“Dove non si tocca” è il tuo album. Delicatezza ed elegante che entra in punta di piedi non solo nella testa ma anche nel cuore di chi lo ascolta. Ci sono storie e persone che hanno ispirato le canzoni di questo nuovo lavoro?

“Dove non si tocca” è un disco pieno d’amore. C’è tanto della mia storia, di quella che per me è la celebrazione del quotidiano. C’è la consapevolezza che arriva a 30 anni che porta con sé la nostalgia. 

C’è il mio compagno, il nostro gatto Vittorio, il Portogallo dove ho vissuto. Fondamentalmente un’intimità’ che diventa di tutti. 

 

Nelle informazioni sulla tua pagina facebook c’è scritto “Filastrocche per grandi”. Cosa le differenzia dalle filastrocche, una certa disillusione?

Sicuramente. All’inizio le chiamavo “filastrocche tristi” ma poi ho cambiato idea, anche se molte hanno un retrogusto un po’ amaro. 

 

Nell’album traspare tanta semplicità nella complessità di ogni canzone. Sarà la semplicità a salvare la musica italiana che vive un equilibrio precario da decenni?

Onestamente non lo so. Penso che l’unica cosa che possa davvero salvare la musica sia rieducare il pubblico alla ricerca e all’attenzione, ad essere in qualche modo parte attiva. Le mie canzoni hanno diverse profondità di lettura, ed effettivamente ciascuna ha un mondo dentro di sé. 

Dieci gocce su Spotify

 

A chi ti rivolgi con le canzoni di questo album?

A tutti quelli che hanno voglia di sognare, di riscoprire la magia di un vecchio quaderno dimenticato, di fantasticare sul niente, di contare le nuvole. 

 

Cosa deve essere una canzone per Eleviole?

Per me le canzoni sono qualcosa di cui prendersi cura e che allo stesso hanno cura di noi. Una specie di comfort zone. Do davvero molto peso alle parole e cerco sempre di sceglierle con cura. 

 

Oltre a tanti rassegne a cui hai partecipato, c’è un documentario che hai girato attraversano l’Italia in autostop. Cosa ci hai lasciato dentro e cosa ti ha regalato questa esperienza?

“Sempre al sole” resta forse la cosa più bella che abbia mai fatto. 

L’autostop è fiducia, incontro, un’alchimia che nasce in pochi secondi. Nonostante tutto voglio continuare ad essere positiva verso il prossimo e a non avere paura. 

Questa forse è stata la più grande lezione: essere attenta ma non avere paura. 

 

Ultima domanda: che musica ascolta Eleviole e c’è stata una canzone che ti ha fatto decidere di intraprendere la tua avventura artistica?

Io ascolto prevalentemente i cantautori della vecchia scuola. so che non è una cosa particolarmente moderna ma ne ho proprio bisogno. Se penso a una canzone da cui è partito tutto, tra le tante, “Mani Bucate” di Sergio Endrigo. 

 

Eleviole? su Spotify

 

 

 

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