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“Io” è il titolo del primo lavoro della band L’Introverso (La stanza dischi).

Un nome che racchiude una filosofia di vita: preservarsi, trattenere l’intimità con discrezione, conservare le proprie emozioni in uno scrigno interiore, al sicuro.
 
“Perché al giorno d’oggi sembra che di sé si debba dire proprio tutto, a tutti. Se non lo si fa, gli altri pensano che ci sia qualcosa che non va, che si abbia qualcosa da nascondere. Semplicemente, l’intimità va regalata a pochi”.
 
“Io” racchiude questo concetto chiave della musica de L’introverso: gli arrangiamenti delicati dove ogni singolo suono ha la sua parte,  donano alle nove tracce una dimensione confessionale rendendole quasi un segreto sussurrato, senza però aver timore quando c’è da far esplodere le chitarre e trasformare l’intima confidenza in grido.
 
In questo rock d’autore ci sono dei temi centrali e ricorrenti che girano appunto attorno alla dimensione dell’”Io”: la misantropia, la solitudine, le riflessioni interiori che spesso possono sfociare nella paranoia, la nostalgia e anche la speranza, quella che sopraggiunge quando cammini per strada, alzi gli occhi al cielo e improvvisamente ti accorgi che il grigio è diventato un azzurro illuminato dal sole e allora ti viene ancora voglia di provare e andare avanti.
 
A  fare da sfondo ai pensieri di questo io “introverso”, che si esprime attraverso la musica, la presenza ingombrante di una metropoli, nella fattispecie Milano, cassa di risonanza per le sensazioni, nel bene e nel male, e che è così tanto da amare quanto da odiare.


 
Io – brani
 
– Primo attore:  La voglia di emergere, quando nessuno dà una vera e propria possibilità. La morte come rivincita e fine dell’anonimato.
 
– L’America: L’amore e l’odio nei confronti di Milano, per molti vista come “L’America” d’Italia. La somiglianza con la propria città. Il tempo che passa e cambia ogni cosa. Ma alla fine del brano emergono fiducia e visione positiva del futuro.
 
– Da solo: Il tema centrale è la misantropia, ma c’è anche una persona che la destabilizza per qualche attimo. La solitudine come desiderio e rifugio per la salvezza.
 
– Speranza: Una canzone che parla direttamente alla speranza. In un rapporto d’intimità, le si invoca protezione dal pessimismo e, in generale, dalla negatività.
 
– Sospiri: Un giorno nel quale, mentre si cammina per Milano, ci si rende conto che si è di buon umore. Nonostante tutto, ci sono ancora momenti emozionanti e sereni, dati dalle piccole cose.
 
– Nuvola rotta: Il ricordo di una storia d’amore finita non molto tempo prima, e la riflessione su ciò che si è adesso, che si affronta la vita da soli.
 
– Tutto diverso: La narrazione di un incontro tra due persone, dopo un po’ di tempo che non si vedono. Con tutte le sensazioni del caso. Il finale svela che è solo frutto dell’immaginazione e della speranza.
 
– Viaggiare e poi: Un brano intimo, eseguito solo con piano celesta e voce. Si affronta il tema del viaggio, con tutti i ricordi, le sensazioni e le riflessioni che suscita.
 
– Noia: Una canzone che parla direttamente alla noia. Non alla noia situazionale, ma a quella esistenziale. Un po’ la si respinge, un po’ la si accetta.
 

Ufficio Stampa MA9 Promotion