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Laín: la morbidezza spirituale del nuovo folk

la redazione di MIE

Ci trasferiamo in terra campana e parliamo delle nuove direzioni che il folk internazionale prende nella contaminazione della scrittura di questo nostra scena indie.

Leonardo Guarracino in arte Laín, presenta il nuovo singolo “Hourglass” che fa seguito al primo singolo con cui ha celebrato il suo esordio: “Dust”. Il tutto per anticipare un disco ampiamente atteso in uscita il prossimo autunno dal titolo “Line of Light”.

Le trame della Soundinside Records firmano un progetto interessantissimo, di suoni nuovi dentro fortissime radici classiche, dove l’intimità e la spiritualità si accomodano con dolcissima eleganza nella tessitura di melodie capaci di rendere visione il suono e le sue tante sfumature. Il nuovo folk, che diviene pop, che si macchia di rock nei contorni nebulosi. Il tempo diviene protagonista…

Dust, il videoclip ufficiale.

 

 

L’intervista a Laín.

L’esordio in arrivo. Dall’America al folk inglese… quanta tradizione italiana troveremo?
Di italiano poco, o niente… Forse trovereste difficoltà nel capire il paese di provenienza di questo album, se lo ascoltaste senza saperne nulla.

Torna l’amore protagonista delle canzoni e dell’ispirazione… un disco anacronistico? Di sicuro un disco di bellezza… non trovi?
Ti ringrazio… non sono io a doverlo dire. Di certo ci ho messo tutto me stesso in questo progetto e credo si senta. È altrettanto vero che posso fare di meglio. Mi sento già più maturo rispetto a questa mia prima esperienza in studio. L’amore a mio avviso non ha mai smesso di essere protagonista, anche se a volte è usato per mascherare altri argomenti.

Quanto invece la pandemia ha influito su tutto il lavoro?
La pandemia mi ha paralizzato a livello creativo. Qualsiasi tipo di costrizione mi inibisce. Ho usato quei mesi per dedicarmi alla chitarra acustica, personalizzando il mio stile e poi, appena terminato il lockdown, ho ricominciato a scrivere.

Una clessidra è anche sinonimo (per me intendo) di tempo lento, di scorrere lento… una sensazione sbagliata che forse nasce solo perché il tempo lo osserviamo. Tempo da guardare. Ho avuto questa sensazione pensando al tuo suono e alla sua composizione…
Mi piacerebbe approfondire il discorso riguardo questa tua sensazione… Aggiungo che nella clessidra c’è una componente sonora, il sibilo costante, e soprattutto quella tattile del capovolgimento, fondamentale ai fini della metafora su cui si basa il testo.

A chiudere dacci qualche bella anticipazione: vinile o cassetta o cd o musica liquida?
Ci sarà sicuramente un cd, per dare un’alternativa fisica al digitale.

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