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LA STRADA SBAGLIATA è il primo singolo di IRENE GHIOTTO

Esce oggi, sul canale ufficiale di Irene Ghiotto, il video di “La strada sbagliata” il primo singolo estratto da “Pop simpatico con venature tragiche” il primo album ufficiale di Irene Ghiotto in uscita il 22 gennaio 2016. 

Il singolo è da oggi in rotazione nelle radio italiane.

Irene Ghiotto è una cantautrice nata e cresciuta nella provincia di Vicenza. Dopo aver ricevuto diversi riconoscimenti e aver calcato palchi importanti come quello dell’Ariston in occasione della 63esima edizione del Festival di Sanremo (categoria ‘Nuove Proposte’), Irene Ghiotto è ora pronta per il suo primo disco ufficiale, scritto, suonato e arrangiato da lei con la collaborazione della violoncellista Valentina Cacco.

Il primo disco non si scorda mai” racconta Irene “In particolare quando arriva a trent’anni, dopo tentennamenti, strade a senso unico, inversioni di marcia, sterrato con scarponi e pantofole su parquet. Arriva lento e compie il giro di boa con una calma irritante, una serenità incurante. Inizia il suo viaggio, fresco come una rosa, mentre io barcollo sotto l’effetto della stanchezza e si mette in marcia con un tempismo perfetto, simultaneo al mio insonne e agognato riposo. E’ frutto di un intimo rapporto dialettico, sicuramente tormentato e anche un po’ disfunzionale, con il pop. Una relazione annodata e contorta di sesso sfrenato, schiaffoni e serenate al chiar di luna, condivisione e annientamento, doni e rimorsi. Pop simpatico con venature tragiche è un disco intimo, profondo, meditato, soggettivo. Ma anche dinamico, esplicito, colorato. Apre un dialogo rispetto alle possibilità della forma canzone nei correnti e disagiati tempi moderni. Tempi in cui tutto deve essere veloce, catchy, prepotente; tempi in cui molto risulta poi lieve, fugace, privo di radici. E’ in questo, difatti, simpaticamente tragico e tragicamente simpatico. Sospettosamente simpatico, autenticamente tragico, fintamente noioso, verosimilmente sincero”. 

Pop simpatico con venature tragiche” è stato registrato, mixato e masterizzato da Max Trisotto presso True Colours Studio Franz.Studio e contiene dieci brani inediti.

La produzione del disco è costruita attraverso il meccanismo del loop ritmico, maggiormente composto da schiocchi di dita, mani, labbra, lingua e soffi e sbuffi d’aria. Il fiato e il battito appoggiati uno sopra l’altro contribuiscono a tessere la trama, la geometria su cui si intrecciano i fili del canto. La voce racconta, si fa piccola, urla di rabbia e piange di dolore, attorno a mille altre voci che incollano e inchiodano la canzone alla nuda pelle e la avvolgono come una sciarpa morbida e spessa. 

Pochi strumenti, usati come variazioni tonali, dentro al grande astuccio dei colori primari: forti, accesi, diretti ma anche sfumati con le dita e impiastricciati di carta pesta. 

Questa la tracklist del disco: “Una Mosca”, “La strada sbagliata”, “La filastrocca della sera”, “Ciglia”, “Cinque anni” , “Canzone inutile”, “Gioco di parole”, “Lieto fine”, “La sposa”, “Il nostro orizzonte”.

L’artwork dell’album esprime il lavoro musicale della cantautrice, una danza di richiami alla cultura pop rivisti, smontati e rimpastati. La copertina gioca con l’errore e la distorsione: l’immagine che ritrae il volto di Irene è stata elaborata attraverso un software audio per ottenere un disturbo digitale, una rottura degli equilibri in grado di generare una sorta di incomprensione digitale. 

Il risultato è un’opera di “glitch art” all’interno della quale è proprio il malfunzionamento l’origine della sua valenza estetica. La bocca è al centro di questa “rottura” per i molteplici ruoli che ricopre all’interno dell’album: strumento ritmico, generatore di suoni e rumori, base e melodia vocale. 

 

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