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La consapevolezza e l’umiltà del cantautore. L’intervista a Gerardo Tango.

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Gerardo Tango è un cantautore pugliese che nel 2013 ha intrapreso la strada da solista dopo l’esperienza con i Gruppo dei Mufla, band attiva nel nord-barese

Nel giugno 2015 ha vinto “Duel cantautori a confronto” a Torino insieme a Carlo Valente e successivamente ha suonato al “Premio Bindi” a Santa Margherita Ligure.

Sempre nello stesso anno arriva sul palco del Teatro Masini di Faenza per il MEI – Meeting delle etichette indipendenti. 

Il 2015 è un anno molto importante per il cantautore pugliese che conquista anche il “E Cantava le Canzoni” a Valenzano (Bari).

L’anno successivo pubblica le sue canzoni con l’album “Una donna”,il suo primo album autoprodotto. Il singolo estratto dall’album, “Canzone Insoddisfatta” che vede la regia di Alfredo Melidoro, è insignito del “Gran Premio Manente 2016”.

A settembre dello stesso anno il suo album “Una Donna” è tra i 40 candidati per la Targa Tenco nella sezione “Miglior Opera Prima”. 

Il suo brano “La borsa di Piero” è anche candidato alla Targa come “Miglior Canzone”.

Il 1° ottobre ha suonato a Cosenza per il “Tenco Ascolta”

Successivamente arriva al Premio Ugo Calise ad Oratino (Cb) a luglio 2017 e vince il Premio Botteghe 2017 nella sezione “Miglior testo” con “La borsa di Piero”.

 

“Il vento è forte… qui si vola meglio” è l’album che Gerardo Tango pubblica nel 2018 con Isola Tobia Label, etichetta discografica etica di Carlo Mercadante.

 

Grano, il videoclip del singolo tratto da “Il vento è forte… qui si vola meglio”

 

 

L’intervista a Gerardo Tango

Gerardo, è un piacere averti su Musica Italiana Emergente. Dal 2013 hai intrapreso la tua strada di cantautore. Quanto senti la responsabilità di raccontare, attraverso le tue canzoni, un pezzo di vita o di storia in cui potremmo ritrovarci tutti?

La responsabilità è tutto nel nostro lavoro. Anche se non equivale al lavoro dei dottori o altre figure con responsabilità più importanti.

Certo anche la nostra figura è importante, penso a quanto la musica, i cantautori, le band siano state importanti per la mia formazione, per la mia crescita culturale.

Mi hanno aiutato ad essere quello che sono ora.

Spero di riuscire a dare il mio contributo (piccolo) per la cultura di questo Paese.

Certo, responsabilità non significa essere seri. Si può scrivere canzoni responsabili dicendo cose non molto serie. È questo il bello del nostro lavoro

 

Negli anni sono stati tanti i riconoscimenti che hai ricevuto e che ti hanno portato alla collaborazione con Isola tobia label di Carlo Mercadante. Cosa hanno rappresentato, per te, riconoscimenti ed esibizioni su palchi importanti come Il Premio Tenco, Il Premio Botteghe d’autore e i tantissimi altri in cui sei stato uno dei protagonisti?

Sicuramente si, i riconoscimenti sono importanti per un “artista”.
Ti danno la spinta, la carica, per fare sempre meglio. È bello essere apprezzati a livello nazionale.

Il primo forse è stato il più bello, anche se non è importante come tutti gli altri.

Nel 2015 ho vinto “Duel Cantautori a Confronto” a Torino, la prima edizione, insieme a Carlo Valente, altro bravissimo cantautore.

“Duel” è un premio organizzato ogni anni da 2 colleghi che stimo, anche loro bravissimi, Federico Sirianni e Tiberio Ferracane.

E vincere quell’anno il mio primo premio, non avendo pubblicato ancora niente, tra centinaia di cantautori da tutta Italia, mi ha dato fiducia e mi ha fatto pensare: “Ok, valgo qualcosa”

 

I riconoscimenti servono ad avere una conferma dell’idea di cantautorato che proponi o sono, per te, un incentivo a fare sempre meglio?

Penso di aver risposto a questa domanda precedentemente, comunque sia l’uno che l’altro.

I premi sono anche una buona vetrina per farsi conoscere e costituiscono una possibilità di conoscere tanti addetti ai lavori.

 

Il secondo album di Gerardo Tango

 

Con “Il vento è forte… qui si vola meglio” uscito nel 2018 con la collaborazione di Isola tobia label di Carlo Mercadante sei arrivato ad un traguardo a cui tanti ambiscono: essere supportati da un’etichetta. Come è nata questa collaborazione?

Nel 2017 a “Botteghe D’Autore” ad Albanella (Sa) ho conosciuto Carlo Mercadante. Ho vinto il premio nella sezione “Miglior Testo” con la canzone “La Borsa di Piero”, canzone dedicata al grande Piero Ciampi.

Lì è scoccata la scintilla fatta di stima reciproca e di voglia di “fare”, di fare del bene nella Musica Italiana.

 

Hai vissuto sia l’esperienza di cantautore autoprodotto che di artista supportato da un’etichetta indipendente. Quali sono le differenze che hai vissuto sulla tua pelle?

Sicuramente avere un’etichetta alle spalle è molto meglio, l’etichetta se è seria, ed Isola Tobia Label lo è, ti supporta in tutto il percorso.

Dalla registrazione, al videoclip per il lancio del singolo che precede l’uscita dell’album, ai comunicati stampa fatti dal proprio ufficio stampa, fino alla pubblicazione ed alla vendita del disco fisico ed in tutti i formati digitali.

Autoproducendoti, devi fare tutto questo da solo e richiede moltissimo lavoro in più. 

 

Una donna, l’album d’esordio di Gerardo Tango

 

Da pugliese, senti di avere una responsabilità come uno dei cantautori di punta della nuova scena musicale italiana?

La responsabilità, la sento da pugliese e la sento da italiano ed anche perché no a livello internazionale, anche se all’estero forse sono ancora poco pronti ad ascoltare la Musica Italiana.

Però credo che l’Italia esprima talenti che non hanno nulla da invidiare a quelli delle altre nazioni.

La responsabilità la sento comunque perché come dico spesso, mi indigna il fatto che sebbene in Italia ci siano talenti ovunque (ne ho conosciuti decine e decine nei vari premi) in radio si sentono sempre le solite voci

 

Ci sono artisti pugliesi che hanno influenzato il tuo modo di fare musica?

Beh, sono molto legato ai cantautori italiani, i grandi cantautori, da Modugno a Iosonouncane, ma forse come atteggiamento mi piacciono molto Matteo Salvatore ed Enzo Del Re.

A Matteo Salvatore sto dedicando un spettacolo teatrale, insieme a Savino Lasorsa (Attore Musicista) e Nicola Conversano (Attore).

 

Ci sono dei temi di cui preferisci raccontare attraverso le tue canzoni?

In una canzone ci può essere veramente di tutto, non mi precludo niente, quello che conta è il risultato finale, quando dico: “la canzone è finita” , ma fino ad allora i temi trattati sono infiniti, dalla società, all’amore, all’amicizia ecc ecc.

 

Il 2020 possiamo ormai definire un “anno fantasma” per la musica italiana visto che stanno saltando tutte le grandi manifestazione dedicate a questo mondo. Stai pensando a cosa sarà il tuo 2021?

Si, purtroppo il coronavirus si è portato a casa la possibilità di suonare e di portare un po’ di soldi nelle nostre casse esigue. 

 

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