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Gioele Abate – La mia terra: un rifugio e un trampolino per i miei sogni

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Gioele Abate ha 24 anni, suona la chitarra e scrive. Il suo EP “La mia terra” ci è giunto in redazione qualche giorno fa e ci ha subito incuriositi; ho deciso di ascoltarlo personalmente e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito, vi ho ritrovato un sound cantautorale molto deciso e una scrittura profonda.
Gioele canta con voce piena e matura la vita quotidiana, con uno sguardo disincantato e allo stesso tempo innamorato di tutto ciò che lo circonda.
Si parte con “Mia marinaia”, un canto accorato intonato di notte all’ombra di un faro su di uno scoglio aggettante sul mare, si prosegue con “Tirami il pallone” un invito a rendersi protagonisti della propria esistenza, con “Anche se…” riemerge la tematica d’amore, che appare qui come un
sentimento totalizzante, in “Sotto le stelle” e “Ascolta il mondo” c’è l’invito a lasciare da parte ogni egoismo e a non arrendersi mai; “Vale la pena combattere…” tuona il primo brano, “Togli le cuffie, ascolta il mondo…” ammonisce invece il secondo. L’ultimo brano dell’EP, infine, è quello che dà il titolo all’intero lavoro, si intitola “La mia terra” ed è probabilmente il pezzo più emozionato ed emozionante; l’artista con questo pezzo soprattutto è riuscito a mettersi in contatto empaticamente con l’ascoltatore, il suo brano è una sorta di inno ai sogni, un imperativo a rispettare sempre le proprie idee e le proprie inclinazioni; probabilmente è solo nella propria terra che l’uomo trova il proprio posto, la propria pace e la propria tranquillita e può, meritatamente, sognare “un futuro più leggero…”.
https://www.youtube.com/watch?v=FTULNeSw3x8
Alessio Boccali

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