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Ginez e il bulbo della ventola – Lampedusa, video e testo.

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Lampedusa è una canzone con un sottofondo da ballata anni 60. È un pezzo che racconta  ancora del mare, quello che può aprire nuove strade e far intravedere altri orizzonti, ma anche, allo stesso tempo, trascinarci a fondo. Il richiamo alle rotte della speranza sembra essere più marcato rispetto alla lettura personale ed intima.

“Lampedusa”, il videoclip ufficiale. 

 

 
Lampedusa – Testo

Nei bagliori della sera
Passi incerti di chi spera
Nelle nebbie sulla strada
Volti tristi in fila indiana

Come danze d’oltremare
Nel continuo navigare
Di chi incrocia la banchina
Vento freddo di bolina

Legni secchi dentro al cuore
Anime stanche senza odore
Parole come tramontana
Nei polsi gonfi di chi rema

Cadere in briciole
Crollare e rompersi
Poi genuflettersi
Strapparsi il cuor

Cadere in briciole
Crollare e rompersi
Poi genuflettersi
Strapparsi il cuor

Nel ricordo che ho lasciato
Resta un sogno malpagato
Nell’amore che ho perduto
Resta un volto sconosciuto

Verso il mare che mi chiama
Tra il giaciglio e la latrina
Il vento che vuol fare a botte
Tra la mia terra e la banchina

Piedi scalzi, culo in strada
Un miraggio l’autostrada
Spine, lacrime e sudore
Catene ai polsi e dentro al cuore

Cadere in briciole
Crollare e rompersi
Poi genuflettersi
Strapparsi il cuor

Gridare e stringersi
Amarsi e struggersi
Per poi riflettersi
In fondo al mar

In fondo al mar

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