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F-Low Cost racconta il nuovo singolo “La mia storia”. L’intervista di MIE.

la redazione di MIE

Nuovo singolo per Federico Miotto in arte F-Low Cost intitolato “La mia storia”.
Una canzone tipicamente autobiografica che senza fronzoli, in modo diretto e conciso racconta di una vita tutt’altro che semplice. 

L’artista sfoga la rabbia che prova per aver vissuto eventi sui quali nessuno ha il minimo controllo: esperienze e situazioni che chiunque giudicherebbe ingiuste e insuperabili. Arriva poi la voglia di rialzarsi nonostante il vuoto e la mancanza di risposte, nonostante la tragedia.

La mia storia, il videoclip ufficiale

 

 

L’intervista a F-Low Cost.

“La mia storia” è il titolo del tuo ultimo singolo. Cosa è cambiato nel modo di scrivere rispetto al disco “Suona la sveglia”?

“Suona la sveglia” è un appello, un grido disperato a tutti i miei ascoltatori. Questo titolo l’ho scelto apposta per convincere le persone che è ora di svegliarsi.

Troppe cose non vanno bene nel nostro Paese, la politica, la sanità, le scuole e molto altro ancora! Suona la sveglia è un elenco di istituzioni e condizioni sociali che a mio giudizio non stanno funzionando correttamente ed ho voluto parlare di ogni situazione in rima!

L’obiettivo dell’album è quello di far rendere conto a chi lo ascolta anche una sola volta che dietro la tv, i giornali, le radio e l’informazione dettata dalla volontà dei mass media, c’è qualcuno o qualcosa che cerca di strumentalizzarci. A livello autobiografico c’è poco.

“La mia storia” invece è un singolo inedito full immersion nel mio personaggio: un viaggio infinito all’interno di me stesso per far comprendere chi sono io veramente, non tanto come F-Low Cost ma come Federico, un semplicissimo ragazzo di 20 anni che sogna in grande, alzando lo sguardo al cielo promettendo a qualcuno che il sogno prima o poi si realizzerà.

 

Il tuo ultimo singolo ha un titolo fortemente autobiografico. Parlaci di come hai scritto questo brano e di cosa rappresenta per te.

Il testo del brano è stato scritto in una notte. Rappresenta me a 360 gradi, senza veli, senza mezze misure, senza troppi giri di parole. Narra di me, del mio tumultuoso passato in età infantile e adolescenziale.

Sono stato vittima di bullismo fisico e psicologico, soprattutto a scuola, per via del mio aspetto fisico (sovrappeso). Da lì già avevo capito che alcune persone sono cattive ed hanno l’intento di mettere in ombra chiunque possono, colpendo nei punti più deboli. Oggi li guardo e sorrido, li ho visti fallire tutti.

“La mia storia” include anche le origini della mia famiglia: mio padre è nato in Libia, nel 1970, all’età di 10 anni ha attraversato il Mar Mediterraneo giungendo nelle coste Italiane ed ecco perché nel testo dico “Sono figlio di uno sbarcato, dovrei sentirmi in imbarazzo”’; mia madre è stata la colonna portante della mia vita, la donna che mi ha sempre sorretto quando tutti mi avevano abbandonato e sostenuto nelle scelte, giuste o sbagliate che fossero, sapendomi sempre consigliare la strada più giusta da seguire e lasciandomi comunque la piena libertà di scegliere.

A lei dedico la frase “sempre accanto a mamma, quella santa donna, forte come una fiamma tosta come una colonna”; parlo anche di mio fratello Alessandro, scomparso due anni fa a causa di una malattia, all’età di 28 anni. Lui per me era tutto, vivevamo in simbiosi. Il 90% del pezzo è dedicato a lui. Il 100% della mia carriera artistica e della mia vita di tutti i giorni è per lui. Qualsiasi decisione, scelta, iniziativa, è per lui. Mi segue ogni giorno, lo sento sempre vicino a me, ecco perché ho deciso di metterlo in questo singolo e non solo…

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La scena musicale attuale in Italia non favorisce di certo la crescita degli artisti emergenti. Cosa pensi a riguardo?

Penso che i social siano un’arma a doppio taglio: ti ci puoi fare molto male ma possono anche essere la svolta della tua vita. Il fatto che siamo in tanti a cercare di emergere ha innescato un meccanismo di “mors tua vita mea”.

Praticamente, siamo tutti cani che si mordono tra di loro, non capendo però che l’arma migliore sarebbe quella di sostenerci l’un l’altro. Ad esempio, se in questo momento chiediamo a 10 artisti di portare un brano e di decidere quale sia il brano migliore, probabilmente ognuno indicherà il proprio.

Perché tutti noi vogliamo la tanto amata vetta, tutti noi sogniamo di svegliarci e trovare una mail da una major che ci offre un contratto stellare e la promessa di una carriera ma non sarà mai così. Ho partecipato ad un sacco di talent, di selezioni, di contest.

Qualcuno l’ho portato a casa, altri mi hanno solamente fatto capire come funziona l’industria della musica. Giunto alle fasi finali, mi veniva chiesto il contatto del mio manager oppure mi veniva fornito un iban dove dover fare il bonifico per essere scelto e non avendo né manager né migliaia di euro da spendere… in conclusione, credo che spendere un patrimonio sulle promo di ogni tipo (campagne ADwords, Spotify, Youtube, Facebook, Instagram) sia l’unico modo per provare a farsi notare, altrimenti, si rimane uno dei tanti.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri all’interno del panorama italiano e internazionale?

Non sono il solito che alla domanda “Che musica ascolti?” risponde “Mah, un po’ di tutto”. Gli unici generi che ascolto sono rap, trap e indie e qualcosa di pop italiano. Sono un ragazzo fresco, giovane, ho bisogno di stare al passo (e spesso adattarmi) con i tempi, con la musica che corre, con la “wave” del momento.

Non si può sperare di sfondare portando nella scena qualcosa di vecchio, già passato di moda e sperare che nelle orecchie degli ascoltatori ci sia la voglia di un ritorno al passato, non potrà mai essere così. Il mio vero talento sta nella stesura dei testi, sono uno che legge molti libri, mi informo tantissimo, vedo un sacco di film, mi piace arricchire il mio bagaglio culturale per poi riversarlo nei miei testi, sempre densi di significato e profondi.

Gli artisti che più mi hanno colpito e per i quali mi rompo la testa per comprendere i significati dei loro testi sono Rancore (vincitore del premio miglior testo al festival di Sanremo di quest’anno), Mezzosangue, Blue Virus, Mecna, Coco e Swelto.

 

Dopo la pubblicazione di questo singolo hai in programma l’uscita di un EP o di un disco?

Dopo la pubblicazione dell’album, ho avuto contatti da un’etichetta discografica di Milano, la mia attuale casa produttrice, la BBRGfamily, con la quale ho stretto accordi per incidere un disco.

Nel mese di dicembre sono volato fino a Milano per realizzare questo progetto di 12 tracce, scritte tutte tra la fine di novembre e la metà di dicembre. Non posso anticiparvi nulla se non un restyling totale nel mio stile.

Artisticamente sono molto cresciuto, ho una concezione diversa della musica e mi sono applicato tantissimo per realizzare questo album.

Quando avremo l’occasione di ascoltarti dal vivo?

Con il mio grafico pubblicitario abbiamo creato un format dal titolo “Musica Magica”. Sono serate di beneficenza che avranno luogo nella mia città con lo scopo di aiutare una bambina della nostra città, Rebecca, affetta da una grave malattia che ha bisogno di molti soldi per sostenere le cure. Fino ad ora tutte le serate live che ho fatto sono state a scopo benefico.

Con i soldi raccolti dalla vendita di cd e t-shirt io e la mia famiglia abbiamo donato all’ospedale Santa Maria di Terni un macchinario per il reparto di radioterapia oncologica, luogo dove mio fratello è stato spesso per circa 2 anni per sottoporsi alle terapie necessarie (dedicandoci una targa di ringraziamento “Ad Alessandro Miotto, che con la sua donazione ha potuto contribuire all’acquisto di questo macchinario”). 

In generale, quali sono i tuoi progetti futuri?

Per il futuro ho grandi progetti: voglio portare in tutta la regione ed anche oltre il format, suonare in tutti i locali possibili, vincere altri contest, portare la mia musica in giro per l’Italia.

Sono certo che programmare ogni singolo dettaglio sarà la chiave per un ottima riuscita di tutti i miei piani. Sarebbe bello trasformare ciò che ora per me è un semplice hobby in un lavoro. Il mio sogno più grande è sicuramente quello di poter, un giorno, mangiare con la musica. E’ proprio per questo che ogni sera guardo il cielo e prometto a qualcuno che ce la faremo.

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