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Daniele Trucco tra sperimentazione e studio. L’intervista su MIE.

Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Pubblicato il 21 Giugno Voglio Elena, il singolo accompagnato dal videoclip estratto dall’album vILLA tEMI di Daniele Trucco, saggista e compositore cuneese.

 

Per la prima volta Trucco si è confrontato con la canzone “d’autore” firmando anche i testi e abbandonando per un momento la musica sperimentale ed elettronica che ha dato vita ad album come Approdi / Landings, lavoro multimediale nato sulle parole del poeta Sergio Gallo e di recente sbarcato all’Abruzzo Book Festival.

 

Nove delle undici tracce di Villa Temi raccontano situazioni di vita vissuta, da vivere o paradossi simpatici su cui riflettere. Completano la tracklist due cover (Bologna ’77 e Milano), entrambe omaggio al cantautore romano Stefano Rosso scomparso nel 2008.

 

Il videoclip di Voglio Elena

La regia è stata curata dal giovane Filippo Ariaudo (17 anni), studente del Liceo Classico di Cuneo e già autore del cortometraggio The Vulnus Rising e di un documentario sull’eccidio della Candelora avvenuto a Tarantasca durante la seconda guerra mondiale, mentre Filippo Gerbaudo (19 anni) si è occupato della fotografia. 

 

 

 

L’intervista a Daniele Trucco

 

Ciao Daniele e benvenuto su MIE. Dal nostro primo contatto ho percepito una grande voglia di osare attraverso la sperimentazione nella musica. Da dove nasce questo bisogno e qual è il motivo che ti spinge a tutto quel lavoro “sperimentale” che troviamo nella tua musica, soprattutto su Youtube?

 

Curiosamente ciò che ritengo più sperimentale in assoluto è stato un brano per bambini (La storia non mi va) che ho scritto per Sofia Del Baldo, oggi una vera star del web e poi tradotto in spagnolo da Guillermo Alonso Prado per il grande cantautore argentino Marcelino Azaguate.

Scherzi a parte la sperimentazione mi ha sempre affascinato fin da bambino ed è proseguita anche durante i miei studi di composizione in conservatorio. Questa mia ricerca ha dato vita ad album come Approdi/Landings, lavoro multimediale nato sulle parole del poeta saviglianese Sergio Gallo e di recente sbarcato all’Abruzzo Book Festival, Math Music, realizzazione pratica di composizioni che ho scritto e pubblicato negli anni passati inerenti il rapporto musica-matematica (è stato un lavoro ricco di soddisfazioni tanto da essere citato sul sito della prestigiosa American Mathematical Society, e Pr1me Numbers, trasposizione musicale della sequenza dei numeri primi da 2 a 997 trasformati per l’occorrenza in musica dance e goa. 

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Villa temi è il titolo del tuo album, differente dagli altri nello stile. Attraverso i diversi stili vuoi far emergere solo la tua abilità nello sperimentare o sono brani e album che hanno un loro carattere e non potrebbero suonare diversamente?

Ogni lavoro è a sé e nasce con un fine preciso. In generale mi piace molto lavorare con strumenti tradizionali sia acustici sia elettronici: lo si nota molto nel sound che si è venuto a creare in vILLA tEMI nonostante si tratti di un album dal marcatissimo carattere tradizionale. 

Però, se un brano lo richiede ricorro anche a mezzi estremi come i colpi di martello sul monopattino di mio figlio che hanno creato la base ritmica di Pr1me Numbers (Goa Version) o il battito ‘stereo’ del mio cuore ottenuto legandomi un microfono al collo e uno sul petto e prossimamente disponibile come traccia bordone nella mia composizione I-Ching per 6 Mellotron.

 

Con Villa temi ti sei confrontato, per la prima volta, con la canzone d’autore. Quali sono state le difficoltà e quali invece le libertà compositiva rispetto alle tue passate produzioni?

Quello della canzone d’autore è un mondo molto complicato: quando si scrive una canzonetta da spiaggia va tranquillo e non pensa a nulla; o meglio, i modelli di riferimento non lo inquietano più di tanto. 

Il discrimine sul risultato finale è se avrà o no successo. Viceversa la canzone impegnata ha alle spalle dei giganti che l’hanno resa tale.

Dunque il risultato ovviamente non è il successo, cosa che raramente raggiunge, ma il conseguimento attraverso il testo di un obiettivo altissimo quale la protesta, la memoria, il sentimento o la politica. Io ci ho provato a mio modo, consapevole dei rischi ma come sempre spavaldo e incosciente.

Nove delle undici tracce di vILLA tEMI raccontano situazioni di vita vissuta, da vivere o paradossi simpatici su cui riflettere.

L’album è stato registrato nel corso del 2020 in casa utilizzando una strumentazione assai varia.
Per i cori mi ha aiutato mia figlia Benedetta di sette anni. Il tutto è stato missato in casa negli ultimi giorni della lunga segregazione causata dal Coronavirus.

I pezzi forte dell’album sono senz’altro La scuola nel quale si ripercorrono le tappe di tutto il mio percorso scolastico, percorso nostalgico nel quale molti ascoltatori si potranno senz’altro riconoscere; God, poesia del 2012 fatta di dieci endecasillabi errati (ognuno con un accento sfalsato in avanti di una sillaba) e trasformata in canzone per l’occasione e I dubbi di Adamo, curiosa vicenda che vede coinvolto uno spaesato marito di Eva che si interroga sulla funzione del suo ombelico.

 

Nell’album ci sono due omaggi a Stefano rosso, cantautore scomparso nel 2008. Vorrei conoscere il motivo della scelta di Bologna ’77 e Milano per omaggiare il cantautore romano.

Ho suonato molto nei locali e nei pianobar in passato e dunque ho dovuto cantare di tutto, pur non avendo assolutamente una voce così versatile. 

Negli anni ho capito però che avrei potuto cantare ben poche cose dando loro un taglio corretto.

Milano in particolare, al di là della vicenda autobiografica di Rosso, dipinge con una leggerezza unica il senso dello scorrere del tempo e della vita umana, lasciando quella malinconia sottile che da sempre vado cercando nelle canzoni.

 

Per il videoclip di Voglio Elena ti sei affidato ad una giovane leva come Filippo Ariaudo. Una possibilità per un giovane talentuoso?

Proprio su vILLA tEMI è apparsa per la prima volta la versione demo di Voglio Elena, canzone d’amore proposta con l’accompagnamento del solo pianoforte. 

Il brano ha la funzionalità di lanciare un progetto molto ambizioso che ha compreso l’uscita di un Ep comprendente due diversi arrangiamenti: uno in versione elettrica e dal carattere pop e l’altro più lento e meditativo. 

La squadra che ho voluto è stata individuata nei ragazzi della Filmalo Production, giovani appassionati di film e di produzioni cinematografiche che hanno la loro base a Centallo in provincia di Cuneo.
A loro ho affidato in assoluta autonomia il soggetto del video, l’allestimento delle scenografie e il reclutamento degli attori.

La regia è stata curata da Filippo Ariaudo (17 anni), un mio ex alunno ora studente del Liceo Classico di Cuneo e già autore del cortometraggio The Vulnus Rising e di un documentario sull’eccidio della Candelora avvenuto a Tarantasca durante la seconda guerra mondiale, mentre Filippo Gerbaudo (19 anni) si è occupato della fotografia.

Nell’intenzione del regista il video è stato pensato con un carattere simbolico.
Deve raffigurare alcuni momenti salienti di una storia d’amore che va a esaurirsi, esplicitati attraverso la diminuzione nel tempo delle foto ricordo dei due protagonisti. Il tutto girato su un set anch’esso stilizzato e che ricorda per alcuni aspetti l’esperimento di Dogville di Lars von Trier.

Le scene sono state girate in un vecchio magazzino per la frutta di Lagnasco, in un angolo del quale sono stati ricostruiti sia gli ambienti interni di un alloggio sia quelli esterni di un parco pubblico.
Tutto il video, così come voluto e diretto dal regista, è il risultato di un solo piano sequenza. 

Di talento ce n’è sicuramente e spero che Voglio Elena possa portargli fortuna.

vILLA tEMI su Spotify

 

Affidare un brano per dargli vita attraverso un’immagine. Quanto conta il videoclip nella musica di Daniele Trucco?

Musica e immagine sono un connubio molto importante dall’avvio del sonoro a oggi. 

Per i brani di vILLA tEMI non servivano grandi cose: una volta filmate le sessioni di registrazione o le parti strumentali (con l’aiuto di mio figlio Edoardo) il lavoro poteva dirsi concluso. Con Voglio Elena il gioco è stato diverso: volevo qualche cosa che mettesse in luce il lavoro di gente giovane e soprattutto ci tenevo a confrontarmi con le idee delle nuove generazioni (vi consiglio di dare un’occhiata al making of per rendervi conto di come hanno lavorato.

 

Ultima domanda: quali saranno i passi futuri nel mondo della musica per Daniele Trucco?

Il primo sarà di nuovo nella sperimentazione: ho già accennato a I-Ching. Ne usciranno due versioni, una acustica per 6 archi e una elettronica per 6 Mellotron e ritmica. 

Il secondo passo sarà di nuovo nel mondo della musica per bambini. Ho pronti tre pezzi divertentissimi che faranno (spero) ballare i giovanissimi a Natale e nella prossima estate. Molte grazie e a presto.

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