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Le faremo sapere, il nuovo singolo di Buva. L’intervista al cantautore pugliese.

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Salvatore Imperio
di Salvatore Imperio

Da Musicultura al opening act del concerto di Max Gazzè a Cerignola a due passi da casa sua sino a a Menzione speciale di Musica contro le mafie, partecipando all’omonimo concorso con il brano ”Sud” e Targa Tenco 2019 per l’album “Viaggio in Italia – Cantando le nostre radici”, per la sezione album collettivi a progetto.

Il 31 Gennaio , ha pubblicato il singolo che anticipa l’album e che si intitola “Le faremo sapere”: il suo nome è Buva, all’anagrafe Valerio Bucchicchio.

Un funky sudamericano per un’aspra invettiva sul mondo del lavoro giovanile italiano. La progressiva perdita di fiducia di chi, con tanto di titoli accademici e ”curricula invitanti”, si trova  alle prese con una lunga sfilza di “le faremo sapere”.

La grafica del singolo è firmata da Roberto Michelucci.

Il singolo su Spotify.

L’intervista a Buva.

Valerio, è un piacere poterti intervistare. Immagino che “Le faremo sapere” nasce da una tua esperienza personale e di tante persone che conosci ?

Il piacere è tutto mio! Beh sì, “Le faremo sapere” cerca di raccontare con un tono apparentemente ironico la situazione occupazionale di noi giovani in Italia.

È paradossale come nella nostra Repubblica ‘’fondata sul lavoro’’, come dice l’articolo 1 della nostra Costituzione, il lavoro sia ancora una chimera per tanti ragazzi. Siamo la generazione del “le faremo sapere”, dei ministri del governo non titolati e dei cassieri laureati, con tutto il massimo rispetto dovuto a chi svolge qualsiasi tipo di lavoro.

Viviamo un periodo davvero delicato in quasi tutti i settori, compreso quello musicale in cui navigo spesso controvento. La meritocrazia, intesa come principio in base al quale si debba premiare lo sforzo compiuto, il talento e le competenze acquisite, oggi più che mai sembra essere un ideale desueto, sostituito a tutti gli effetti dai compromessi inquinanti della raccomandazione e del clientelismo.

Il singolo anticipa il tuo primo disco. Cosa vuoi anticiparci?

Esatto. Il singolo anticipa il mio primo disco di inediti in uscita il 28 Febbraio 2020 dal titolo “Quarantena”.

Dieci canzoni al suo interno, in cui racconto di me, del mondo circostante e delle relazioni umane, in un alternarsi di “non amore e amore” per parafrasare Lucio Battisti, artista immenso la cui influenza è ben evidente in questa produzione.

Diciamo che ho preso un po’ le distanze dal precedente Ep “Vado di fretta”, sia in termini di scrittura della canzone, oggi forse più matura e al contempo anche più universale, che in termini di vocalità e arrangiamento. 

Ascolta MIE Vol. 14 – la playlist di Febbraio di Musica Italiana Emergente

 

La tua città è Cerignola, un luogo che per me sta dando un contributo fondamentale alla musica, sia come artisti che come spazi per ascoltare musica indipendente.

Possiamo dire che da Cerignola ci sono due preziosi cantautori come te e Cesare Blanc.

Cosa ti ha dato la tua città per un motivo per dedicarti alla musica?

La mia città mi ha regalato soprattutto degli esempi a cui ispirarmi, di ragazzi come me che hanno seguito con determinazione e convinzione la propria passione per la musica e che oggi sono degli artisti affermati e riconosciuti da tutti.

Parlo di Piero Monterisi, uno dei migliori batteristi italiani senza dubbio, di Michele Loconte, eclettico musicista e attore che lavora da anni in Francia, e di tanti altri che ho avuto il piacere di incontrare e con i quali ho spesso incrociato note e parole.

Non nego che la mia città vive in un territorio difficile, soprattutto dal punto di vista culturale e che scarseggiano spazi e occasioni affinché l’arte in tutte le sue forme possa affermarsi e migliorarci tutti. Però so anche che c’è molto fermento e che si inizia a respirare un’aria nuova, grazie all’impegno di tanti ragazzi talentuosi. Il futuro di Cerignola è nelle loro mani.

Buva ospite a Live Room

 

La grafica del singolo è di un amico in comune, Roberto Michelucci. Come è stata questa collaborazione in cui traspare il “Made in Cerignola”? Anche per la grafica dell’album ti sei affidato a Roberto?

Roberto è un grafico bravissimo e ha delle idee geniali. Avevo visto alcuni suoi lavori per Cesare Blanc (Valerio Pizzolo) e ne ero rimasto affascinato. Così gli ho chiesto di lavorare sulla grafica del singolo e lui fortunatamente ha accettato. Ci siamo subito trovati e quando c’è sintonia di idee e di intenti è tutto più facile. Anche lui ama la musica e spesso ci confrontiamo sulle nuove uscite discografiche. C’è molto da imparare da lui. Ora sta ultimando anche la grafica per il disco. Non vedo l’ora di mostrarvela.

Il disco è totalmente autoprodotto. Come è stato mettere su un album solo ed esclusivamente con le proprie forze?

È stato non facile lo ammetto, sia dal punto di vista economico che da quello organizzativo ed esecutivo. 

Essere un artista indipendente oggi significa sicuramente godere di una certa libertà dal punto di vista creativo dal momento che nessun discografico ti mette i bastoni fra le ruote su cosa scrivere e come farlo, però al contempo significa anche sobbarcarsi una serie di investimenti e di responsabilità non indifferenti.

La produzione artistica di Emanuele Brignola e musicisti con la “M” maiuscola come Piero Monterisi e Jose Ramon Caraballo Armas, percussionista e trombettista cubano da anni al fianco di Daniele Silvestri. Quanto è stato importante avere una squadra che ti ha accompagnato nella produzione di questa tua prima avventura?

Lavorare accanto a dei grandi musicisti come loro ha reso tutto più facile e molto entusiasmante. Ho trascorso un bel po’ di tempo con loro e ho imparato una marea di cose sulla produzione, sulla registrazione ecc.

È importante affidarsi alle persone giuste quando si parla di musica. Ahimè, oggi tanti si improvvisano produttori artistici perché magari sanno smanettare su qualche software di produzione musicale, vuoi anche per necessità economiche, e devo dire che purtroppo la qualità ne risente. Ma ogni ruolo ha il suo peso e ogni fase della produzione di un disco è fondamentale, dalla scrittura delle canzoni al mastering finale.

Ho avuto la fortuna di coinvolgere loro e credo che ciò che ne è venuto fuori sia davvero un bel lavoro, indipendentemente dal gusto personale del pubblico che potrà apprezzarlo o meno. Per cui non posso che ringraziarli. 

Buva, tra gli autori di “Ercole” di Ermal Meta

 

Ultima domanda sul tuo recente passato che dopo una gran gavetta ti ha portato ad essere tra gli autori di ‘Ercole” di Ermal Meta presente nel disco live ”Non abbiamo armi – il concerto”. Hai voltato completamente pagina o ci sono possibilità di ritrovarti come firma per i “Big” della musica italiana?

Lo spero! Il lavoro da autore mi piace e tuttora continuo a scrivere e a proporre canzoni ad altri artisti. Per cui ho intenzione di tenere assolutamente vive entrambe le mie attitudini musicali di interprete dei miei brani e di autore/compositore. 

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