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 Esce oggi 11 ottobre La vita di un cantautore (prod. Blen Studio®), l’album d’esordio della cantante Annalu: classe 1985, al suo primo lavoro discografico, ma con un’intensa carriera da autrice (Valerio Scanu, Annalisa Minetti, Emma e molti altri artisti a cui ha prestato i suoi versi). 
Una personale raccolta di alcune tra le più significative canzoni sbocciate nell’arco di questi ultimi 5 anni di cantautorato, periodo nel quale sono successe tante cose le quali hanno ispirato i miei cambiamenti e il percorso della mia vita, artistica ed umana” .
Così definisce Annalu il suo nuovo lavoro. Un disco intimo, sensazioni di una giovane donna che si confronta con se stessa e con il mondo, raccontate su melodie pop, a volte più dolci altre volte più incalzanti, scegliendo di alternare l’inglese all’italiano per dar forma ai suoi versi; così da avvicinarsi alle popstar d’oltre Manica quando sceglie la lingua anglosassone e sfoggiare il delicato talento da cantautrice quando opta per l’italiano.
Una voce grintosa, che non passa inosservata, per cantare la prospettiva personale di storie nelle quali ritrovarsi: il racconto di un amore, la voglia e la ricerca della forza per ricominciare, la propria visione di una città “che veste scomoda” come Milano, in cui Annalu vive da sette anni e che nasconde le proprie verità tra i luccichii degli aperitivi della sera e i party selvaggi della notte.         
Fresco, dolce e allo stesso tempo grintoso, sono solo pochi tra i tanti aggettivi che possono descrivere il primo album ufficiale di Annalu: La vita di un cantautore. Nove pezzi per un collage di emozioni, le sensazioni raccolte nel diario di chi sceglie di fare questo mestiere. 
 
 
 
Annalu presenta La vita di un cantautore
“La vita di un cantautore” parla di rotture, speranza e il bisogno di mettersi in discussione, come nelle canzoni “Su di me” e “Guardati allo specchio”, o della necessità di essere liberi dai pregiudizi mentali che a volte ci  condizionano come enuncia “My favorite thing”.
“Milano” è un ringraziamento alla città in cui vivo da sette anni e che mi ha cresciuta, nel bene e nel male, e che mi ha permesso di guardarmi dentro “guardando lei da fuori”. Ad aiutarmi in questa missione è intervenuto il cantautore Francesco Adessi che ha saputo esprimere perfettamente in parole quello che io vedevo in musica.
Ho ritrovato me stessa in “What you are” in un momento della mia vita in cui non sapevo più chi fossi. Ho preso carta e penna e ho impresso in note quello che le sole parole non riuscivano a raggiungere. È un inno ad essere sempre se stessi anche quando il mondo vorrebbe altro da te.
In La vita di un cantautore ho racchiuso un addio che con difficoltà riuscivo ad ammettere, al termine di un rapporto in bilico con un grande professionista della musica con cui ho avuto l’onore di lavorare.
“Stanca” è appunto l’esperimento che ne è venuto fuori, un groviglio di voci che si intrecciano e che si ritrovano unite alla fine, in un semplicissimo “Per te”.
“Misunderstanding” mi fa volare a New York. È una specie di corto in musica, parla di una coppia di giovani ragazzi che, per una incomprensione,  hanno un litigio in pieno Central Park. Mentre lui si allontana lei chiude gli occhi, ed  immagina di vincere il proprio orgoglio raccontandogli tutto l’ amore che non è mai riuscita ad esprimergli fino a quel momento. Ogni volta che la canto, ovunque io sia, chiudo gli occhi e sono li, accanto a loro.
“La vita di un cantautore” è nata come omaggio a due dei cantautori più sorprendenti che abbia mai avuto modo di conoscere. È una delle canzoni a cui sono più legata. Questa canzone imprime le difficoltà che un cantautore affronta durante il proprio percorso artistico, in particolare parla di quell’esatto momento in cui ti rendi conto che stai facendo il resoconto di un tempo che è trascorso troppo in fretta e che non ti ha dato modo di far vedere chi, veramente, tu sei. Bizzarro come solo un anno più tardi dalla scrittura di questo brano esso sia diventato anche autobiografico. Tutt’oggi  è il mio personale cavallo di battaglia e il modo di ricordarmi di non mollare mai, finché musica non mi abbandoni.