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Alberto Nemo: andare nel profondo del suo nuovo disco. L’intervista su MIE.

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la redazione di MIE

Nuovo lavoro di un artista davvero prolifico e di grandissima intensità espressiva.

Alberto Nemo prosegue il suo pellegrinaggio esistenziale con un nuovo lavoro, il quattordicesimo, dal titolo “Io Dio No”, forse una delle più libere forme espressive della scena indipendente italiane.

Notevole come sempre la sua dimensione canora, introspettiva e fuori dai confini quotidiani ogni sua forma canzone che aveva già colpito nel segno la giuria di Musicultura nel 2018 e soprattutto quella di The Voice nonostante l’esito televisivo. Il vero concetto di libertà, di indipendenza, di espressione artistica.

Dissolvenze, il videoclip ufficiale.

 

 

L’intervista ad Alberto Nemo

Un nuovo disco. Di certo non parliamo di esordi con Alberto Nemo anche se, in qualche modo, facendo una polemica sterile alla comunità mediatica che ci ritroviamo, si è sempre esordienti finché non passiamo in televisione. E comunque dobbiamo passarci in un certo modo… non sei d’accordo?

I “media” modificano il fine. Ogni contenitore da la sua forma al contenuto, tanto più se si tratta di una sostanza immateriale come la musica. La mia dimensione ideale è quella di piccoli ambienti con pubblico dal vivo, poi tutto il resto. Ho fatto anche i miei passaggi in televisione ma non ho piegato il mio essere alle sue esigenze.

E parafrasando la parola esordiente direi che non dovremmo mai smetterlo di essere, in qualunque ambito della vita… non credi?

Se si smette di esserlo e ci si ritiene arrivati non resta poi che finire.

MIE Vol.15 su Spotify, la playlist firmata Musica Italiana Emergente

 

Che disco è questo “Io Dio No”? Vita vissuta, vita immaginifica, vita degli altri… sei un osservatore o uno sperimentatore in prima persona?

In questa raccolta ho inserito brani che ho scritto poco più che adolescente, c’è dentro la mia storia e quella di persone che ho conosciuto all’epoca. Le canzoni hanno il potere di trasformare anche il dolore più profondo in una carezza, ho cercato di fare questo.

Parlando di ricerca ho l’impressione che non si attesti solo nella voce ma che in qualche misura investa anche l’aspetto sonoro o sbaglio?

Per me il suono è molto importante; anche la parola è suono, prima ancora di essere significato. Musicalmente ho realizzato una chitarra/violoncello che spesso utilizzo, l’ho chiamata “chitarra medianica”.

E nella forma canzone? Che tipo di ricerca senti di portare avanti?

Come ti dicevo per me il suono viene prima di tutto. In questo disco, proprio perché contiene i miei primi lavori, c’è una certa narrazione che non è presente in altre raccolte. Per il futuro, vedremo.

Io Dio No, l’album di Alberto Nemo su Spotify

 

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